Verona-Atalanta 0-3 (0-1)
Aldo Cantarutti 12′
Aldo Cantarutti 54′
Aldo Cantarutti 80′
Verona
Stadio Bentegodi
23 marzo 1986
26a Serie A 85/86
Strip tris a casa dei campioni d’Italia.

Non è un grande momento per Aldogol, non fa onore al proprio soprannome da inizio dicembre, critica e pubblico non fanno mistero di preferire Simonini che ha siglato gol importanti con le milanesi.

Mister Sonetti però crede ancora nel gigante friulano e lo schiera titolare sul campo dei campioni d’Italia in carica.

Il sorprendente Verona dell’anno prima non sta ripetendosi non andando di là da un normale centroclassifica, siamo lì anche noi giusto due punti dietro, manca ancora qualcosa per festeggiare la salvezza matematica.

A Verona si presenta decisa anche la tifoseria, le Brigate in pullman e i Wka in treno, circa cinquecento ultras e fin dal mattino partono gli scontri con le forze dell’ordine e i gialloblu.

Nel settore ospiti siamo in duemila circa nel consueto livello suolo, dove si capisce poco o nulla di quanto avviene nell’altra porta ma in compenso c’è solo un fossato a separare dalla pista d’atletica e quindi dal terreno di gioco, e questo come vedremo, avrà una sua rilevanza.

Anche in campo la nostra partenza è assolutamente decisa, dopo dodici minuti siamo già avanti, classica azione di Donadoni sulla destra che arriva proprio sulla linea di fondo e crossa in scivolata, sulla palla non arriva di poco Stromberg ma a centro area ci arriva Cantarutti che infila di esterno sinistro proprio a fil di palo.

Siamo sotto la curva veronese e a parte la classica esultanza in campo e nel nostro settore nulla accade di particolare.


Il Verona spinto dalla propria curva prova a reagire e crea qualcosa ma siamo ancora noi i più pericolosi con Magrin da fuori e soprattutto con l’imprendibile Donadoni che è applaudito a scena aperta.

Il primo tempo finisce con il minimo vantaggio e al ritorno in campo è Piotti che deve esibirsi da pochi passi su Briegel evitando il gol e pure il contatto memore di quando all’andata il tedesco gli spaccò, seppur involontariamente, la mascella.

Come nella prima frazione dopo dieci minuti però colpiamo ancora noi, punizione da sinistra di Magrin a effetto, la palla arriva a Cantarutti defilato sulla destra, il bomber friulano s’inventa una mezza girata volante ancora di sinistro e infila il secondo gol personale.

Esultanza media, pochi passi fuori dal campo verso il nostro settore con Vella che gli salta in groppa.

Ancora qualche tentativo veronese ma è il portiere locale Giuliani a dover fare un miracolo su sassata di Vella, è destino che oggi segni soltanto uno e a dieci dal termine arriva il terzo.

L’azione da Donadoni a Perico che crossa, Aldogol arriva in corsa saltando altissimo e colpendo con incredibile forza, la palla finisce quasi all’incrocio ma è assolutamente imparabile.

A questo punto parte l’esultanza definitiva, il friulano prosegue la corsa verso il nostro settore togliendosi nel frattempo la maglia e sventolandola, e quando arriva al fossato la lancia agli atalantini in delirio.

Nelle intenzioni del bomber la partita è finita ma Sonetti non ha intenzione di cambiarlo quindi Aldogol deve tornare a richiedere la maglietta per ricominciare a giocare.

Possiamo immaginare cosa ne pensa chi è riuscito ad accaparrarsela ma fortunatamente per superiore interesse atalantino la riconsegna (anzi il rilancio) avviene e la partita può riprendere.

Teniamo conto che siamo nel 1986 e il solo togliersi la maglietta è un fatto mai visto o quasi, l’ha introdotto Pruzzo appena una settimana prima in Roma-Juventus.

Aldogol si piglia l’ammonizione ma solo perché è andato sotto la curva e quindi si è perso tempo.

La giornata rimane ovviamente storica, non avevamo mai vinto sul campo dei campioni d’Italia in carica con uno 0-3 e per dipiù con una tripletta, Cantarutti chiuderà l’annata a quota nove, noi ci salveremo tranquillamente e il Verona ci arriverà un punto dietro mentre le milanesi ci precederanno di soli due e tre punti, davvero un’ottima stagione.

Cantarutti l’anno dopo s’infortunerà gravemente saltando tutto il girone di ritorno e (anche) questo ci costerà la retrocessione ma il friulano tornerà nella stagione successiva segnando gol decisivi per la promozione e soprattutto gol storici nella grande corsa europea.


nove gol nella Serie A 85/86