Milan-Atalanta 1-2

Baresi 75′ A
Bonacina 90′

Milano
Stadio San Siro
20 novembre 1988
6a Serie A 88/89

Cina sbanca San Siro e…il Totocalcio.
La vittoria più incredibile in tanti anni di Dea, ma anche la più goduriosa: siamo neopromossi e dopo aver perso alla prima giornata a Napoli solo all’ultimo minuto a causa di un colpo di mano (letteralmente) di Maradona, abbiamo messo insieme quattro pareggi e una vittoria.

Capitan Glenn guida l’entrata in campo proprio sotto di noi

Alla sesta ci aspetta a San Siro il Milan di Sacchi e dei tre olandesi (anche se nell’occasione Gullit non c’è) campione d’Italia e secondo in classifica nel campionato in corso.
Il pronostico è tutto dalla parte dei rossoneri ma a Milano siamo in tanti assiepati nella Nord del secondo anello (il terzo è in costruzione per i futuri mondiali) anche se inizialmente a Bergamo erano arrivati solo cinquecento biglietti contro una richiesta ben superiore.

Teste Matte (e pure tante)

Addirittura precorrendo i tempi, il Milan pretende nome e cognome degli acquirenti in una sorta di biglietto nominale ante litteram (anche se ovviamente sul biglietto non c’è il nome) ma nonostante tutte queste difficoltà siamo ben più che cinquecento, diciamo almeno il doppio anche perché fuori da San Siro il biglietto del settore ospiti è in libera vendita dai bagarini, tutto molto logico.
La giornata è abbastanza fredda ma il nostro tifo è caldo e si fa sentire anche in un San Siro bello pieno (settantatremila presenti) tra gli striscioni di Kaos e Brigate c’è quello delle Teste Matte forse per ribadire che nonostante sembri impossibile siamo qui e ci crediamo.

Un gruppo atalantino all’entrata

Inizia la partita e inizia un incubo, nei primi sette minuti sette sono necessari due miracoli assoluti di Ferron e quando non ci arriva lui ci arriva la traversa, dall’alto della Nord vediamo in lontananza l’assedio furibondo e ci chiediamo quanto possiamo reggere.
In effetti, però, i minuti passano, il Mondo inverte le marcature sulle due punte rossonere, Vertova prende Van Basten e Barcella va su Virdis e cominciamo a tenere un attimo più palla provando anche a uscire con timide manovre anche se non arriviamo mai da Galli che sotto di noi si scalda intirizzito, anche Ferron, però, deve ora sbrigare solo un lavoro se non di ordinaria amministrazione comunque non di stampo miracolistico come nei primissimi minuti.

Anche nella ripresa l’andazzo è simile, Ferron è impegnato seriamente da un colpo di testa di Virdis, la palla è sempre loro, il Mondo toglie anche l’unica punta Evair facendo esordire Madonna, quando manca un quarto d’ora al termine si accendono le luci a San Siro (o più prosaicamente i riflettori).
Il bello è che ci accendiamo pure noi, è Stromberg ad aprire sulla destra per il Nico che evita il fuorigioco e parte tutto solo, anche se un po’ decentrato verso Galli, il controllo non è perfetto e deve ulteriormente allargarsi prendendosi numerose benedizioni in tempo reale per l’azione che pare sfumare.

L’autogol di Baresi…

Comunque arrivato sul fondo l’unica cosa che può fare è buttarla in mezzo dove Madonna e Prytz hanno vagamente seguito l’azione, ma non c’è alcun bisogno di intervenire, Galli in uscita devia il cross sul petto di Baresi e la palla si accomoda docile in rete nell’angolino dove dieci anni prima si era accomodato il pallone di Tavola per l’ultima vittoria a Milan.
Dalla nostra curva non si è capito molto dell’accaduto ma l’esultanza dei nerazzurri si comprende benissimo e tutta la Nord superiore esplode, siamo sopravvissuti all’assedio e siamo addirittura in vantaggio quando mancano circa dieci minuti al termine.

…palla in rete

Pare inverosimile e, infatti, dopo soli tre minuti, Rijkaard indovina l’angolo alto sotto l’incrocio dei pali di Ferron che questa volta non può opporsi, siamo tornati subito in parità e mancano sempre dieci minuti che a noi sembra esser un tempo assolutamente infinito da far passare, portare a casa un punto sarebbe comunque un trionfo.

Ferron in uscita bassa

Contrariamente ad ogni previsione i dieci minuti passano anzi il novantesimo è trascorso ormai da quasi un minuto, si aspetta il fischio finale di Pairetto non potendo però sapere quanto ha intenzione di recuperare, indicazioni elettroniche e vocali al riguardo sono al di là da venire, si può solo aspettare e soffrire in campo e fuori.

La testa nel pallone

In campo però si può anche fare altro e sempre il furetto Nicolini riesce a portarsi la palla nella metà campo rossonera e sulla destra riesce a procurarsi un mezzo fallo che potrebbe segnare il fischio conclusivo tenendo palla in zona bandierina.

Nella nostra area, specie nel primo tempo, c’è più confusione che in una riunione condominiale

Si decide invece di battere in mezzo tra ulteriori benedizioni che invocano una gestione più prudente, anche se in mezzo all’area ci sono in realtà due atalantini due, Stromberg e Bonacina, con Nicolini che batte la punizione, siamo a tre, tutti gli altri otto rimangono comunque indietro con una giustificata super prudenza vista la situazione.

Ricordo personale in prima fila, chi si riconosce ?

Dalla lontana Nord chi scrive butta là un “pensa se segnassimo adesso” assolutamente onirico, va beh la palla parte, parte pure Stromberg sul primo palo e si tira dietro tre o quattro difensori, Galli non esce e arriva il piccolo Bonacina a schiacciare di testa per un inverosimile 1-2.

Il gol di Bonacina…

Dalla Nord si è capito ancora meno, si è visto colpire il Cina e la palla scomparire però si vede bene il Cina stesso che prosegue la corsa lanciandosi in una capriola e con brillante intuizione si percepisce che il sogno si è avverato, abbiamo veramente segnato e questa volta la partita è davvero finita.

…palla in rete

In realtà per il fischio finale dobbiamo ancora attendere ulteriori tre infiniti minuti, recupero larghissimo per l’epoca storica soprattutto senza poterne sapere la durata, c’è ancora un tiro da lontano di Rijkaard che finisce nella rete di protezione dietro la porta provocando comunque brividi a chi assiste da sopra in pratica “appeso” al secondo anello e vede una rete muoversi.

I ragazzi vengono a salutarci per festeggiare, Ferron, Barcella e Stromberg

Finalmente la partita finisce veramente, nessuno può più toglierci l’impresa ed è solo il momento di festeggiare in campo ma soprattutto in curva giacché siamo tenuti dentro in attesa che lo stadio si svuoti, nel frattempo sul tabellone vanno le interviste in diretta dagli spogliatoi ed è goduria pura, poi si esce, corteo nel vialetto confinante l’ippodromo, vialetto che rimbomba nei nostri cori e finalmente si va trionfanti a casa tutti felici.

Wka presenti in forze

Certo più felici ancora sono i tre soli tredicisti che si portano a casa quattro miliardi, 361.350.475 lire ciascuno, per i più giovani più di due milioni di euro, il Cina ha sbancato San Siro ma soprattutto il Totocalcio.

Walter Bonacina
tre gol nella Serie A 88/89