Loghi terza parte 1960-1969
Secondo la prima storica raccolta di figurine Panini, 1960-1961, questo è il nostro logo o perlomeno il nostro “scudetto”, nemmeno brutto ma totalmente inventato.

L’anno successivo c’è un netto peggioramento, se da un lato ci si avvicina come forma al logo vero, la parte destra è priva di senso, la Dea sembra la Medusa, ci sono palloni ovunque e c’è un 1903 totalmente inventato.

Passa un anno, cambia la forma dello scudetto, rimane l’assurdo 1903 e rimangono palloni ovunque.

Al di là delle invenzioni della Panini abbiamo in realtà ormai raggiunto abbastanza elementi per determinare il logo degli anni sessanta, righe nerazzurre a sinistra e la Dea che corre a destra, varia un pò la forma del logo a seconda di chi la rappresenta e soprattutto varia molto la Dea stessa.

Qui la Dea che corre pare più cauta, quasi saltellante, anche la forma è diversa, ciascuno riproduce il logo un pò come vuole.

Nel 1962 questa medaglietta riporta il logo, stilizzato abbastanza bene rispetto ad altri casi.

In questa bella spilla creata per la finale di Coppa Italia a sinistra riappaiono le spade incrociate, riappare il secondo nome (Bergamasca) ma in compenso la Dea che corre è veramente brutta, una tozza ragazzotta con una specie di treccia o coda.

Bel logo con la Coppa Italia appena vinta e la coccarda tricolore, sempre tutto molto inventato.

In questa lettera scritta dall’Atalanta al Bologna nel 1964 si vede come il logo sia quello “ufficiale” per quanto può esserlo una sessantina di anni fa.

Nel 1964 per la Panini invece il logo è quello sottostante, brutto e sempre con l’immaginifico 1903

Per il 1965 la Panini cambia solo la forma, tanto è tutto inventato, rimangono l’assurdo 1903 e palloni vari.

Al di fuori delle raccolte Panini invece il logo viene confermato (con qualche piccola variante come ormai abbiamo visto accade sempre) le due spade sembrano una forbice e la Dea che corre ha un bel seno contrariamente ad altre rappresentazioni quasi asessuate.

La Panini nel 1966 prosegue imperterrita con i suoi palloni e con il suo 1903, peccato perchè per il resto lo scudetto è forse il meno peggiore degli ultimi anni, a parte la Dea moretta e pettoruta.

Nella seconda metà degli anni sessanta ci rappresentano con questa caricatura, logo stilizzato e sotto la classica “polenta e uccelli”.

Nel 1967 c’è una svolta, scudetto argentato (e per la prima volta adesivo mentre le normali figurine rimangono in cartoncino), la Dea rimane moretta e pettoruta e, così di botto, l’anno di fondazione passa dal 1903 al 1913, da un errore all’altro (anche se teoricamente ha un minimo più di senso visto che la nostra prima stagione calcistica è la 1914/1915, quindi più vicina al 1913).

Nel 1968 ulteriore cambiamento, si passa a Gioppino, ma è una scelta per tutte le società, la Panini decide per le maschere cittadine (per il Bologna Balanzone ad esempio) o per il simbolo classico (il biscione dell’Inter, la zebra per la Juventus e così via).

Finiamo il decennio con una svolta anzi due, anche la Panini adotta un logo simile a quello della società e, finalmente, si arriva al corretto 1907 dopo aver vagato dal 1903 al 1913, in medio stat virtus.
