Atalanta-Fiorentina 2-1 (1-0)

Bruno Petroni 33′ R
Luciano Magistrelli 56′

Da notare le reti delle porte molto tese, così il pallone a ogni gol rimbalza fuori, poi si arriverà a capire che devono esser molto meno tese per trattenerlo

Stadio Comunale
28 febbraio 1965
23a Serie A 64/65

Magia per la vittoria.
“Magia” é il soprannome di Luciano Magistrelli attaccante tecnico e veloce di un’Atalanta che però, per ottenere una tranquilla salvezza, fa molto più affidamento sulla propria difesa che, infatti, a fine stagione, sarà la quarta del campionato: scelta quasi obbligata anche perché l’attacco sarà invece il peggiore in assoluto tra le diciotto squadre della massima serie.
Nella sesta giornata di ritorno ospitiamo la Fiorentina di Albertosi e Hamrin ma soprattutto dell’amatissimo ex Maschio.

I viola sono un’ottima squadra con ambizioni di classifica, infatti, sono al terzo posto preceduti soltanto dalle milanesi e si presentano quindi a Bergamo intenzionati a proseguire la rincorsa.
Giocare a Bergamo però non è mai facile, soprattutto non è facile segnare ai nerazzurri, Pizzaballa è, infatti, imbattuto da quattro partite consecutive e questo ha permesso di far fruttare al massimo i pochissimi gol realizzati.
Di fronte a diciottomila spettatori è subito l’Atalanta a fare la partita, i nerazzurri vogliono tra l’altro vendicare la pesantissima sconfitta interna del campionato precedente quando i viola passarono a Bergamo con un inconsueto 1-7, cinque gol dello svedese Hamrin.

Duello ad alta quota tra Nova e Brizi, sullo sfondo si nota il pezzo di Nord ancora mancante

Nel primo quarto d’ora andiamo vicini al gol del vantaggio con un colpo di testa di Magistrelli sul quale è bravo a mandare in angolo Albertosi; il portiere viola invece è indeciso su un altro lungo cross, salta Pesenti e sembra gol invece la palla esce a fil di palo.
Dopo dieci minuti Maschio si produce una distorsione al ginocchio, esce a farsi medicare e rientra mettendosi come d’uso all’ala sinistra ma in pratica inutilizzabile.

La Fiorentina è, di fatto, in dieci (non sono ancora previste sostituzioni) ma questo paradossalmente rende lenta e prevedibile la manovra nerazzurra, fino alla mezz’ora il gioco è spezzettato e non si registrano grandi occasioni.
La partita si sblocca poco dopo la mezz’ora quando Nova triangola con Magistrelli ed entra in area, i due centrali viola lo stringono e l’attaccante nerazzurro finisce a terra: l’arbitro indica il dischetto tra le vibrate proteste degli ospiti, vola anche qualche ammonizione anche se, non esistendo ancora i cartellini, ci si deve limitare a intuirlo vedendo l’arbitro scrivere sul proprio taccuino.

Si presenta sul dischetto Petroni che manda Albertosi a destra e la palla sinistra per il meritato vantaggio atalantino.
La partita si fa nervosa e fino al termine del primo tempo falli e ammonizioni sono le uniche note di cronaca da rilevare.
La ripresa inizia con un tentativo di reazione degli ospiti sulla quale vigila, però, la retroguardia atalantina e dopo dieci minuti la partita si chiude.
Pesenti lancia Nova sulla destra, cross preciso che trova Magistrelli pronto a mettere in rete con uno spettacolare tuffo di testa per il 2-0 che chiude in pratica la partita nonostante qualche tentativo ospite sul quale è sempre pronto Pizzaballa che vuole finire imbattuto anche la quinta partita consecutiva.

Proprio all’ultimo minuto però quando ormai anche il pubblico inizia a sfollare arriva in modo inaspettato il gol viola, è Morrone che percorre una trentina di metri palla al piede e, giunto in area, colpisce la palla in modo sbilenco ingannando però Pizzaballa, peccato per l’imbattibilità, ma c’è solo il tempo di mettere al centro il pallone e l’arbitro fischia la fine.
La vittoria atalantina è strameritata e il gol fiorentino non scalfisce la gioia per i due punti che ci proiettano a un tranquillissimo settimo posto, negli spogliatoi si scopre che il rigore sarebbe dovuto essere tirato da Magistrelli che però all’ultimo momento non se l’è sentita e che quindi Petroni ha dovuto improvvisare.

Magistrelli commenta il proprio gol e la buona prestazione nonostante le consuete minacce ricevute dal proprio marcatore Robotti (il nostro attaccante non è ritenuto un cuor di leone dalla critica) mentre anche gli ex Maschio e Marchesi, pur dispiaciuti per la sconfitta, ammettono la legittimità della vittoria nerazzurra.
Magistrelli giocherà ancora un anno a Bergamo e chiuderà poi la carriera nelle serie minori ma ne inizierà un’altra altrettanto brillante come allenatore prima delle giovanili nerazzurre fino alla Primavera e poi, nella seconda metà degli anni ottanta, portando la Virescit fino allo spareggio per la Serie B.

Bruno Petroni
sette gol nella Serie A 64/65
Luciano Magistrelli
tre gol nella Serie A 64/65