Atalanta-Brescia 3-1
Schiavi 35′
Schiavi 50′
Barcella 52′

Stadio Brumana
16 maggio 1937
30a Serie B
E’ la prima promozione in Serie A della nostra storia.
Sette giorni prima a Venezia è arrivata la certezza matematica, all’ultima giornata arriva il Brescia per festeggiare, in effetti la festa la facciamo a loro.
C’è molto entusiasmo in città, la stampa propone alla società di ridurre il prezzo del biglietto per la “tribuna popolare” (cioè la gradinata) e infatti così accade.

La stella Bonomi sarà assente, per sostuirlo si pensa al clusonese Schiavi, addirittura un noto avvocato della zona telefona all’allenatore per sponsorizzare il giovane concittadino, ventuno anni, e il tutto viene tranquillamente riportato dalla stampa locale.
Schiavi giocherà, farà addirittura doppietta e giocherà in maglia atalantina fino al 1948 diventando un’autentica bandiera.
Il Brumana è pieno, bandiere, castagnole (i mortaretti dell’epoca) cartelli (i due aste dell’epoca), sono davvero tante anche le bandiere di piccole dimensioni, non così comune per l’epoca.
Noi siamo con un’inconsueta maglia granata in quanto il Brescia è con la sua maglia azzurra, all’epoca come è chiaro non c’è una vera e propria seconda maglia, spesso è bianca ma non mancano esempi strani come questo.

La partita è preceduta da un altro Atalanta-Brescia, quello relativo al campionato riserve, finisce 7-1 ed è di buon auspicio, la partita è bella, equilibrata finchè a dieci dall’intervallo i granata (cioè noi) vanno in vantaggio proprio con il giovane Schiavi che segna da pochi metri dopo una lunga azione di Salvi, Savio e Cominelli.
Reazione ospite, bravo Simonetti e prima dell’intervallo contropiede nostro con Savio che prende in pieno il palo.
A inizio ripresa il raddoppio, azione di Remigi che crossa ancora per Schiavi, altro gol da breve distanza.

La terza rete è di Barcella, un nembrese solido mediano che ha preso la titolarità negli ultimi mesi di campionato risultando decisivo, certo non è un goleador ma nell’occasione scaraventa sotto la traversa da
da una ventina di metri e la festa prosegue, il Brescia fa il suo gol tra la generale noncuranza e finisce 3-1.
A fine partita è purtroppo obbligatorio per tutti i giocatori di tutte le squadre allinearsi a centrocampo per il saluto fascista, in questo caso scatta l’invasione di campo, i giocatori vengono issati sulle spalle dei tifosi e portati in giro.

Dietro la Tribuna Coperta partono i fuochi artificiali, alla sera c’è la cena ufficiale al Caffè Nazionale con autorità, stampa locale, squadra (una ventina di giocatori) e dirigenza al gran completo, presenti anche molti tifosi si presume “eccellenti”.
Il famoso “papà” Mazzoleni, un anziano tifoso fedelissimo che a ogni partita da anni regala una medaglia al migliore atalantino in campo consegna una medaglia celebrativa al capitano Simonetti, un anonimo tifoso offre medaglie d’argento a tutti i giocatori.
Il campionato è finito e per la prima volta Bergamo conoscerà la Serie A.

tre gol nella Serie B 36/37

un gol nella Serie B 36/37