Arriva al Baretto la squadra più titolata d’Europa

La clientela del Baretto è sempre qualificata, trattandosi di competizione a eliminazione diretta in questo caso il termine è ancora più consono, questa volta al nostro bar preferito arriva addirittura la squadra più titolata del continente, il Real Madrid.
Non basta, con questa partita delle ci mancano solo Barcellona e Bayern Monaco da incontrare delle otto squadre più titolate d’Europa.
Questa l’attuale classifica:

Real Madrid 27

Milan 18

Barcellona 17

Liverpool 14
Bayern Monaco

Juventus 11

Ajax 10

Inter 9

La differenza di palmares tra noi e gli spagnoli è già stata abbondantemente sottolineata in ogni modo con iperboli sempre più surreali, sulla carta secondo molti non dovremmo avere possibilità, vedremo sull’erba, nel mondo reale, cosa accadrà.

I blancos hanno vinto finora 13 Champions (considerando naturalmente anche la Coppa dei Campioni), andiamo a vedere che facevamo noi in quelle stagioni, troveremo differenze abissali ed è ancora più gratificante poterli guardare oggi dritti negli occhi con rispetto ma senza paura alcuna.

1955/1956 – Nasce la Coppa dei Campioni, in questa prima edizione le sedici partecipanti NON sono le squadre campioni nazionali ma vengono designate dalle federazioni d’origine, certo molte sono davvero le squadre vincitrici lo scudetto dell’anno prima, gli inglesi ovviamente non si abbassano a partecipare, gli scozzesi si ma mandano la quinta arrivata (che comunque arriva in semifinale ed è l’Hibernian), la finale è a Parigi e i campioni di Francia, lo Stade Reims, vengono battuti di misura per 4-3 dal Real.
Noi intanto arriviamo quartultimi in Italia salvandoci per tre punti trascinati dai gol di Bassetto.

1956/1957 – Seconda edizione stavolta con solo le squadre campioni più appunto il Real detentore, finale al Bernabeu e vittoria per 2-0 con la Fiorentina, forse la vera finale è stata con il grande Manchester United di Bobby Charlton e Duncan Edwards eliminato in semifinale con uno spettacolare 5-3 totale.
Noi intanto ci salviamo all’ultima giornata vincendo una partita spareggio a Trieste a metà giugno grazie a Mion e con un’incredibile serie finale di cinque vittorie consecutive celebrando il cinquantenario.

1957/1958 – Terza edizione e terza vittoria del Real battendo il Milan ai supplementari nella finale di Bruxelles.
E’ sempre il Real di Kopa Di Stefano e Gento, i rossoneri arrivano in finale superando il Manchester United in semifinale ma gli inglesi sono stati devastati dall’incidente aereo nello scalo di Monaco di Baviera di ritorno dalla trasferta di Belgrado dei quarti di finale.
Muoiono otto giocatori tra i quali il grande Duncan Edwards e possiamo immaginare in quali condizioni psicofisiche i sopravvissuti giocano la semifinale con il Milan, è molto probabile che senza questa tragedia la finale sarebbe stata tra le due squadre più forti d’Europa dell’epoca, Manchester United e Real Madrid.
Noi intanto retrocediamo a tavolino per un tentativo di corruzione (poi saremo riabilitati dalla Caf un anno dopo) ma sul campo avremmo comunque dovuto fare lo spareggio con il Bari, seconda arrivata della serie cadetta.

1958/1959 – Quattro su quattro, il Real ritrova nella finale di Stoccarda i francesi dello Stade Reims e vince ancora, 2-0, Kopa ritrova i compagni di nazionale Fontaine e Piantoni che però non bastano ai transalpini.
Noi intanto, beh anche noi vinciamo qualcosa, per l’esattezza il campionato di Serie B e torniamo al volo in Serie A.
I nostri Kopa Di Stefano e Gento sono Longoni Ronzon e Zavaglio.

1959-1960 – E pure cinque su cinque, con un doppio clasico in semifinale chiuso tennisticamente, 6-2 per i blancos, in finale a Glasgow il Real trova i nostri attuali gemellati del Francoforte che hanno eliminato i padroni di casa cioè i Rangers con un 6-1 6-3 che pare un primo turno di Wimbledon.
E’ un’edizione spettacolare e piena di gol, la finale si adegua, i tedeschi vanno pure in vantaggio poi perdono il conto, Di Stefano ne fa tre, Puskas vince il confronto con il compagno e ne fa quattro, finisce 7-3.
Noi intanto siamo neopromossi e facciamo un buon campionato di centro classifica, vinciamo per la prima volta nella nostra storia sul campo della Juventus e a Di Stefano e Puskas possiamo per la prima volta contrapporre un giocatore non dello stesso livello ma non così lontano, è arrivato il grande Maschio.

1965/1966 – Gli spagnoli tornano a vincere dopo sei anni, in semifinale buttano fuori l’Inter detentrice del trofeo e all’Heysel di Bruxelles trovano un pò a sorpresa il Partizan Belgrado che ha eliminato in semifinale il ManU e che fa soffrire i blancos andando pure in vantaggio.
Il Real la ribalta nell’ultimo quarto d’ora, c’è ancora Gento ma la stella è forse Amancio.
Noi intanto ci salviamo praticamente solo grazie a un’ottima difesa, l’attacco sarà il penultimo del campionato, stavolta è dura anche fare un parallelo fantasioso, davanti abbiamo Nova e Hitchens che ne fanno quattordici in due, in tutto ne facciamo ventiquattro.

1997-1998 – Abbiamo fatto un notevole salto in avanti, il Real non vince la coppa per più di trenta anni, si chiama già Champions League, ad Amsterdam i blancos battono di misura la Juventus con un gol di Mijatovic, è il Real di Roberto Carlos Raul Morientes e pure Panucci.
Noi intanto facciamo un pelo meno bene arrivando terzultimi e andando in Serie B, evitiamo anche qui qualsiasi citazione il bomber atalantino stagionale è Caccia con sei gol e può bastare.

1999/2000 – Edizione molto spagnola, arrivano in semifinale anche Valencia e Barcellona, l’intrusa è il Bayern Monaco eliminato proprio dal Real, a sorpresa il Valencia elimina il Barca di un giovane Xavi, Figo e Rivaldo.
La finale di Parigi non ha storia, 3-0 ed è l’ottava.
Noi intanto torniamo in Serie A con il Vava, Caccia e Doni sono i nostri Morientes e Raul, ci divertiamo pure in Coppa Italia rimontando il Milan a Bergamo da 0-2 al 3-2 di Caccia e Nappi.

2001/2002 – Ecco la nona solo due anni dopo, il Real vince il clasico delle semifinali e vince a Glasgow contro il sorprendente Bayer Leverkusen di Ballack e Lucio (che segna pure), la risolve il loro attuale allenatore Zidane con un gran gol, finisce 2-1.
Noi intanto abbiamo un grande Doni che ci tiene in un tranquillo centro classifica e va pure ai Mondiali di Corea e Giappone, dove per la prima volta c’è forse un contatto con molti giocatori del Real, non direttamente ma perlomeno disputa la stessa competizione.

2013/2014 – Più di dieci anni dopo arriva la sospirata decima ma con il brivido, a Lisbona il derby madrileno finisce 1-1 nei regolamentari ma solo grazie a Ramos che pareggia al terzo di recupero, nei supplementari l’Atletico crolla e finisce 4-1, è la prima di Ronaldo ma ci sono Bale e Benzema, uno dei pochi superstiti del Real attuale, di quella formazione sono rimasti lui, Varane Carvajal Isco e Modric.
Noi intanto facciamo cinquanta punti e stabiliamo pure il record di vittorie consecutive, sei, con mister Colantuono, non è Ancelotti ma il suo lo fa molto efficacemente, abbiamo anche noi un grande bomber, il Tanque Denis.

2015/2016 – Undicesima due anni dopo, ancora il derby madrileno questa volta a San Siro, partita noiosa ma con Simeone è normale, finisce anche questa volta 1-1 nei regolamentari, stavolta non bastano nemmeno i supplementari e si va ai rigori, finisce 5-3 con Ronaldo che fa l’ultimo, ci sono ormai anche Kroos e Casemiro tuttora presenti.
Noi intanto ci salviamo con Reja dopo esser rimasti senza vittorie per quattordici partite, il nostro Ronaldo è il Papu che si ferma a sette gol ed è comunque il bomber di squadra, ancora un anno di pazienza e cambierà tutto, la marcia di avvicinamento al Real sta per cominciare.

2016/2017 – Arriva la dodicesima a Cardiff, la Juventus viene travolta 4-1, la cosa interessante è che, Ronaldo e portiere Navas a parte, gli altri nove della formazione iniziale sono ancora tutti nella rosa attuale del Real.
Noi intanto siamo al primo anno D.G., arriviamo quarti e andiamo in Europa League, il Papu ne fa sedici e l’attacco fa il record di gol segnati della nostra storia (ancora non lo sappiamo ma questo record di 62 sarà letteralmente polverizzato più volte), iniziamo a metterci in rotta di collisione.

2017/2018 – Ecco l’ultima, la tredicesima, a Kiev il Liverpool (e il suo portiere Karius) vengono travolti da Ronaldo e soprattutto da Bale che fa doppietta giocando oltretutto solo l’ultima mezzora.
Noi intanto arriviamo “solo” settimi, il peggior risultato D.G., ma arriviamo in semifinale di Coppa Italia, vinciamo il girone di Europa League battendo il Lione e travolgendo due volte l’Everton, anche nei sedicesimi con il Borussia ce la giochiamo ampiamente, Ilicic fa impazzire ottomila atalantini a Dortmund.


L’iperbolico parallelo finisce qui, noi siamo cresciuti ancora in modo notevole, abbiamo una rosa completa tecnicamente e fisicamente, l’allarme collisione sta per suonare, dipende solo per chi suonerà, la battaglia è imminente, abbassate le visiere e mettetevi le mascherine, al Baretto la scelta è vastissima, atalantina o variopinta, vi aspettano.

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