1963/1964: un Milan atalantino

Luigi Milan
acquisto dal Catania
10 gol in 6 stagioni

E’ l’estate della coccarda tricolore che porteremo sulla maglia per tutta la stagione ma è anche un’estate triste e strana.

In realtà Calvanese rimarrà e ne verrà riscattata la comproprietà dal Catania, Madsen non verrà acquistato

Il giorno dopo la finale vinta a San Siro muore il Papa, Giovanni XXIII, e la festa finisce subito.

La notizia del cambio dell’allenatore, siamo due giorni dopo la finale

Non bastando lo stesso giorno, proprio il giorno dopo la finale, l’Atalanta con un comunicato ringrazia l’allenatore Tabanelli ma comunica che sarà sostituito da Quario.

A inizio luglio viene pagata anche l’altra metà di Calvanese anche se versiamo 15 milioni invece di 30, insomma paghiamo l’altra metà…metà prezzo.

La spiegazione c’è, nella stagione 62/63 abbiamo avuto un grosso momento di difficoltà in campionato non vincendo da inizio gennaio a inizio marzo e Tentorio aveva già contattato Quario facendogli firmare il contratto, poi ci eravamo ripresi arrivando ottavi e vincendo appunto la Coppa Italia.

Nulla si muove (e nulla si muoverà)

Il contratto firmato però c’è e quindi Tentorio preferisce fare una scelta che viene da tutti giudicata assurda piuttosto di rompere l’accordo.

Voci a due giorni dalla chiusura del mercato, Da Costa poi ci andrà nel mercato supplettivo

Non bastasse il presidente Turani è gravemente malato ma nessuno lo sa salvo Tentorio che ha quindi l’ordine di ridurre al minimo il deficit in previsione di quanto accadrà.

Finisce il mercato, nessun movimento solo l’allenatore è un pò di giovani, l’unico che sfonderà tra questi sarà Marchetti, fino al termine del mese c’è la possibilità della “lista condizionata” cioè si mettono in una lista i giocatori che si vogliono cedere

Il problema è che siamo proprio nella stagione che vedrà il nostro esordio in una coppa europea “vera”, la Coppa delle Coppe, quindi tutti si aspettano un mercato che magari porti a Bergamo qualche “nome”.

All’ultimo giorno di mercato per i giocatori in “lista condizionata” si fa l’unico scambio del mercato, Da Costa alla Juve in cambio di Gigi Milan che i piemontesi prendono apposta dal Catania.
Dobbiamo pure dare un conguaglio perchè Da Costa, pur più forte, ha ormai 32 anni mentre Milan ne ha solo 26 e rimarrà per sei stagioni

Le due cose messe insieme creano un clima impensato dopo il trionfo della Coppa Italia, fossero esistiti i social si sarebbero fuse le tastiere, i movimenti di mercato sono pochissimi, praticamente il classico scambio con forte conguaglio a nostro favore.

La prima intervista del nuovo allenatore Quario

La Juventus vuole l’attaccante Da Costa che noi abbiamo rilanciato facendolo giocare mezzala, oltre al conguaglio ci danno il centrocampista Gigi Milan appositamente acquistato dal Catania.

In ritiro alla Presolana

Nonostante l’orribile cognome Milan rimarrà a Bergamo sei stagioni fornendo un buon apporto, non è un grande agonista ma ha tecnica e pure tiro da fuori, segnerà in tutto dieci gol, alcuni molto importanti come quello della salvezza nel 67/68.

Si lavora in altura, certo non c’è nemmeno un campo da calcio a disposizione, si lavora sui prati e in un vecchio campo da tennis messo a posto da un dirigente atalantino, tutto molto primitivo (e facciamo la Coppa delle Coppe)

Le entrate finiscono qui, due giovani dalla Trevigliese, Silva e Setti, non vedranno mai il campo, in uscita termina la carriera Roncoli, è un giocatore da record, l’unico bergamasco (fino a Gianpaolo Bellini) ad aver iniziato e concluso la carriera nell’Atalanta senza mai cambiare squadra, esordio nel 49/50 e ultima stagione nel 62/63 da titolare pieno.

Si gioca a pallavolo, per forza non c’è un campo da calcio, Nielsen è arrivato in auto direttamente da Copenaghen

Lascia l’Atalanta anche Olivieri che torna a giocare nella sua Sambenedettese dopo cinque stagioni a Bergamo.

La battaglia del grano, all’epoca i giocatori sono vincolati a vita con la società, i contratti non scadono, ma ogni anno deve esser firmato un accordo per l’ingaggio

Tutto qui, finiremo comunque ottavi nonostante momenti difficili, sarà l’ultima stagione di Titta Rota che si strapperà all’inizio di Atalanta-Fiorentina (che per questo motivo giocheremo in dieci, ne prenderemo sette) e terminerà la carriera.

Se ne va Olivieri dopo cinque anni

Soprattutto ad aprile 1964 scompare il presidente Turani diciannove anni dopo aver assunto la massima carica atalantina, ha scritto come pochi la nostra storia consolidandoci in Serie A e creando la leggenda della “regina delle provinciali”.

Cinque gol al Vigevano in amichevole ma soprattutto è la prima partita con la coccarda tricolore sulla maglia